XIX Settimana contro il Razzismo

É FATTO GIORNO APS aderisce alla XIX Settimana di azione contro il razzismo (dal 20 al 26 marzo 2023), con l’iniziativa “Poesie Contro le Discriminazioni” patrocinata dal Comune di Terlizzi.

Riproponiamo scritti, editi e non, pubblicati da scrittori e poeti sensibili al tema delle disuguaglianze, già protagonisti dell’edizione del 2022.

Ogni giorno un pezzo diverso, per sensibilizzare, promuovere la lettura. Pochi secondi per riflettere, fermarsi, ri-orientarsi come cittadino che può e deve fare la propria parte per la tutela di tutti e il contrasto ad ogni forma di discriminazione.

Convegno sulle Politiche Migratorie

“Il destino di tutti è nelle mani di tutti”. È con questa premessa che nella giornata del 28 Novembre, all’interno della Pinacoteca “De Napoli”, si è svolto il Convegno finale dell’ XI edizione del “Festival per la legalità” sul tema “Migranti e Migrazioni”, in collaborazione con Caritas Diocesana, moderato dal docente Francesco Vino.

Si tratta di un’ iniziativa, introdotta da Pasquale Vitagliano, poeta e critico letterario,  che affronta il fenomeno dei flussi migratori e la gestione degli stessi, attraverso politiche che coniugano l’accoglienza e l’integrazione con l’azione di contrasto all’immigrazione irregolare.

«Non si può più parlare di immigrazione come un problema. Bisogna sfatare il mito secondo cui il migrante sia sinonimo di affievolimento di diritti e tutele. È necessario mettere in campo tutte le risorse, private e pubbliche, per ridare voce a persone che chiedono il rispetto e il riconoscimento della propria dignità e dei propri servizi». sostiene Edgardo Bisceglia, Responsabile Caritas Cittadina, mediante un intervento in cui racconta il sopralluogo nelle campagne di Terlizzi, nei pressi dell’ex ristorante “Relais degli Ulivi”.

Uno scenario apocalittico, segnalato dal 2005: circa 60 ragazzi che versano in condizioni subumane, oltre ai circa 200 presenti su tutto il territorio terlizzese, alcuni dei quali non hanno raggiunto neppure la maggiore età e si ritrovano ad affrontare viaggi estenuanti, percorrendo tratte incredibili, come la rotta balcanica, impiegando anni e subendo angherie di ogni tipo.

«L’impatto emotivo è notevole, ma ogni giorno cerchiamo di far fronte a questa vera e propria emergenza mediante azioni concrete, come il centro d’ascolto sito in Corso Vittorio Emanuele, in cui siamo testimoni di storie toccanti, di corpi martoriati, di un’umanità che non ha smesso di sperare» continua l’avvocato.

Parlare di sfruttamento, dunque, non è semplice.  Se si tratta di esseri umani, ancora di più.

«Il progetto “Presidio” nasce e opera attraverso i suoi territori con l’ idea di occuparsi dello sfruttamento della terra e delle persone. Il compito dei presidi mobili è costruire delle relazioni che consentano alle persone di sentirsi nuovamente riconosciute. Avere il coraggio di raccontarsi» spiega Caterina Boca, Legal advisor dell’Ufficio Politiche Migratorie di Caritas Italiana e referente nazionale del progetto Presidio che prevede la realizzazione di una vera e propria mappatura per comprendere gli spostamenti ,in base alla stagionalità, dei migranti, considerati “invisibili” agli occhi di molti.

Politiche di cooperazione con stati terzi, di esternalizzazione, decreti flussi e disfunzioni di un sistema istituzionale sempre più precario che non rispetta il proprio dovere di immersione e prevenzione del fenomeno migratorio: questi gli argomenti approfonditi da Dario Belluccio e Cristina Cicchina dell’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione.

«È giusto che la comunità sappia, che contribuisca concretamente non più singolarmente, ma creando un piano d’azione mirato insieme all’amministrazione, anche grazie a strutture adeguate» conclude il sindaco Michelangelo De Chirico, con una riflessione che focalizza l’attenzione sugli obiettivi perseguibili  e su tutte quelle proposte che, fattivamente, concorrono ad una maggiore inclusione sociale.

TEATRO NONVIOLENZA. Il ruolo sociale dell’arte

Il cartellone novembrino dell’XI edizione del “Festival per la Legalità” ha previsto con un focus su “Il valore della giustizia riparativa”, all’interno del teatro del Mat-laboratorio urbano.

Patrocinato dal Comune di Terlizzi e da Fondazione Casillo, nonché realizzato in collaborazione con il Centro Servizi al Volontariato San Nicola di Bari e Caritas Diocesana, quest’anno il Festival dell’associazione “È fatto giorno aps” si distingue per una novità qualitativamente significativa data dalla rassegna di “TEATRO NONVIOLENZA”, nell’ambito del percorso di co-progettazione delle attività improntate all’educazione civica e alla legalità, realizzato attraverso l’Avviso pubblico #Ideattiva 2ª edizione del CSV San Nicola di Bari.

Il valore della Giustizia Riparativa.

Il 9 novembre l’attore Michele Santeramo ha interpretato il suo testo “Tutto l’amore di cui siamo capaci”, che affronterà i temi della giustizia riparativa, delle carceri e dell’inclusione sociale dei detenuti L’iniziativa è stata preceduta da una breve intervista di introduzione all’argomento. Sarà presente, inoltre, Calogero Diana, testimone diretto di percorsi di reinserimento sociale, il quale racconterà la sua esperienza insieme a Pietro Guastamacchia, già dirigente del Ministero della Giustizia.

Benessere, Teatro e Resilienza

L’attore Michele Altamura ha interpretato un estratto del libro “Patria” di Fernando Aramburu. L’iniziativa è stata preceduta da una breve intervista di introduzione all’argomento. Sarà presente, inoltre, Antonello Taranto – Psichiatra e autore del romanzo “Scimmietta” – il quale racconterà la sua esperienza insieme a Tommaso Parisi.

Teatri di Vita. Guerre e Migrazioni

Michele Sinisi ha interpretato il testo titolato “Raccoglitore” di Michele Santeramo“Un ragazzo, con un faro puntato in faccia durante un interrogatorio, ci parla della sua ossessione di salare la carne, la pasta e tutte le pietanze. Questo ragazzo, l’aria innocente e l’accento pugliese, ha un disagio mentale e si è conquistato a fatica la fiducia della sua famiglia cucinando: ma quando i suoi esperimenti culinari hanno dato cattivi risultati e i suoi genitori gli hanno tolto questa piccola mansione in casa, la sua ossessione per la salatura dei cibi è diventata tale da escogitare tutti i modi possibili per diventare un cuoco provetto e riconquistarsi la fiducia in famiglia. Mentre da solo riflette lungo la riva del mare sul da farsi, trova dei clandestini ed avviene un colpo di scena…”

L’iniziativa ha segnato l’ultima data dei tre eventi artistici della rassegna “teatrononviolenza”, un percorso che ha riscosso un ottimo riscontro in termini di presenze e che quasi certamente sarà riproposto nelle prossime edizioni del Festival per la Legalità.

La Giustizia Riparativa. I progetto “padri in pena” ed “Eduradio”

Alcuni scatti del convegno di ieri Carcere delle pene territoriali, giustizia retributiva e riparativa Rinnoviamo un grazie a tutti i relatori. È stata una serata ricca di scambi di idee, esperienze. Come quella di “padri in pena” e di “Eduradio&TV” , a cui auguriamo una diffusione su tanti altri territori grazie anche alle sensibilità di Fondazione Vincenzo Casillo . Grazie a Don Riccardo Agresti, che tanto fa con il progetto “senza sbarre” della Diocesi di Andria assieme al Sostituto Procuratore Giannicola Sinisi. Un grazie davvero sentito a Pietro Guastamacchia per aver organizzato e condotto il confronto con un taglio professionale ma anche empatico, offrendoci chiavi di lettura che solo chi ha prestato servizio nell’ambito delle carceri e dei percorsi di giustizia riparativa poteva dare.

Il sociologo Domenico De Masi in Pinacoteca De Napoli per l’Anteprima del Festival per la Legalità

È stata un’occasione di «ozio creativo» il primo incontro dell’XI edizione del “Festival per la Legalità” svoltosi martedì scorso, 18 ottobre, all’interno della cornice della Pinacoteca De Napoli. Il sociologo e docente universitario Domenico De Masi, infatti, impiega tale espressione per indicare la capacità di coniugare il lavoro con lo studio e il gioco: «un po’ si lavora, un po’ si studia, un po’ ci si diverte».

L’idea alla base del pensiero di De Masi è quella per cui dedicarsi alla cultura è uno dei rimedi salvifici per rendere le proprie giornate dense di contenuto, nelle ore in cui non si è impegnati con le mansioni lavorative. Un inno alla «multiattività» che, oltre a incrementare le attitudini personali di ciascuno, necessita di indirizzarsi al prossimo: l’altro, dunque, quale beneficiario delle azioni e dei sacrifici in virtù dell’insegnamento che la condivisione è fonte di ricchezza interiore.

Una vera e propria «lectio magistralis» che ha catalizzato l’attenzione dell’uditorio dall’inizio alla fine per quasi due ore di analisi critica sulle trasformazioni della società, focalizzandosi in particolar modo su quella industriale e post-industriale. Nel suo saggio “La felicità negata” (edizioni Einaudi), De Masi affronta l’infelicità attraverso i fattori causali che l’hanno scatenata a partire soprattutto dalle innovazioni del sistema taylorista e fordista nelle fabbriche.

«Non so personalmente come definire la felicità. La sua accezione è cambiata nei secoli a seconda dei periodi storici: ad esempio, al tempo dei latini essa consisteva nel “carpe diem”; col cristianesimo, invece, la felicità è ravvisabile solamente nell’eternità; durante il Rinascimento si recupera il senso del terreno», ha spiegato il professore nel corso di una piacevolissima dissertazione con uno stile limpido, preciso e lineare, «nel libro mi concentro sull’infelicità che in parte deriva da moti interni all’animo umano e in parte discende dalle mancanze sul piano esterno».

Alla domanda del pubblico se esista un rapporto tra felicità e politica, De Masi, uomo di sinistra, ha affermato quasi controcorrente di essere «contento» della svolta delle ultime elezioni politiche. «C’è una destra solida che costringerà la sinistra a divenire finalmente solida attraverso un lungo processo di studio, pensiero e comprensione dei propri doveri». Il barlume di speranza del sociologo è che le forze di sinistra sappiano trarre la giusta energia dalla sconfitta, affinché possa modellare una nuova identità in grado di empatizzare al meglio con le esigenze della popolazione.

XI. “Carceri, migranti, diritto alla felicità”. Il “Festival per la legalità”

“Carceri, migranti, diritto alla felicità”. Il “Festival per la legalità” promosso dall’associazione “È fatto giorno aps” è arrivato alla sua XI edizione. Quest’anno il focus è sui diritti. Terlizzi, città di Don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo, si offre il contesto ideale proponendosi come “città dei diritti”.

Il programma ricco di eventi si articolerà in tre convegni e tre serate di “teatro civile” a tema. Protagonisti saranno Michele AltamuraMichele Santeramo Michele Sinisi. Gli incontri di discussione si terranno all’interno della Pinacoteca Michele De Napoli, mentre il teatro del Mat ospiterà le tre serate artistiche.

Un prologo di grande rilievo è previsto per martedì prossimo, 18 ottobre. “La felicità negata” (Einaudi) è l’ultimo libro del sociologo Domenico De Masi, che sarà presentato con l’autore in Pinacoteca Michele De Napoli a partire dalle ore 19,00.

“Giustizia retributiva e riparativa” è il tema del convegno dedicato al carcere e alle pene territoriali. L’incontro, condotto da Pietro Guastamacchia, dirigente del Ministero della Giustizia, vedrà gli interventi di Don Riccardo AgrestiGiannicola Sinisi, sostituto procuratore generale di Bari, Domenico Lobascio, capoarea interdistretto UEPE Puglia e Basilicata. Sarà raccontata l’esperienza presso il carcere di Trani della televisione streaming Eduradio&TV del progetto “Padri in pena” realizzata dalla Fondazione Casillo.

Di politiche di migrazione, con l’intento di uscire dalla cultura dell’emergenza, si parlerà con Edgardo Bisceglia, responsabile Caritas cittadina, l’Ufficio Politiche Migratorie di Caritas Italiana e l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione.

Le serate si svolgeranno, dunque, a partire da ottobre e nel corso del prossimo mese di novembre. In questi giorni sarà reso noto il programma completo e dettagliato.

“Legami Primari”, campo estivo con Zorba Coop. Sociale

“Legami Primari” è il camp estivo che si è svolto negli spazi del Mat-laboratorio urbano dal 20 giugno al 10 luglio 2023. Un progetto dedicato agli adolescenti dai 14 ai 18 anni.

In chimica i “legami primari” sono quelli più forti che si instaurano tra gli atomi di una stessa molecola. Trasferendo la metafora sul piano sociale, l’obiettivo di fondo delle realtà associative coinvolte consiste nel fornire una lettura della legalità e del vivere civile pulita e genuina, offrendo occasioni di crescita alternative e trasparenti, ben lontane dalle opportunità malavitose della criminalità organizzata.

Grazie alla interazione fra Zorba Cooperativa Sociale, Collettivo Zebù, WondeRadio, È fatto giorno aps e La Garra, è stata realizzata realizzata una nuova formula con la quale i ragazzi hanno lavorato sulle loro abilità in ben cinque ambiti: musica, danza e movimento, teatro, arte nelle sue accezioni di grafica e illustrazione, serigrafia e ceramica, infine comunicazione intesa come giornalismo, fotografia e radioweb.

Sono state adibite alcune serate aperte a tutti in cui interverranno personalità di spicco del contesto sociale a livello locale e nazionale. É Fatto Giorno APS ha collaborato per la realizzazione di alcuni di questi eventi aperti al pubblico.

Il 25 giugno è stato ospite Pino Maniaci, giornalista e attivista antimafia, che si è soffermato sull’agire della magistratura evidenziando numerose zone d’ombra nella giustizia.

Il Procuratore Capo di Trani, Renato Nitti, è stato il protagonista del 27 giugno.  É stato Pubblico Ministero presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Più volte è stato relatore in lezioni organizzate dalla Scuola Superiore della Magistratura e dal Consiglio Superiore della Magistratura; il suo ruolo di docente è stato apprezzato pure in appositi corsi di formazione per avvocati, ufficiali di polizia giudiziaria e tecnici di settore. È autore di numerose inchieste e pubblicazioni, specialmente in materia di criminalità economica e ambientale.

Il 29 giugno sarà la volta di Don Angelo Cassano, referente regionale di Libera, da sempre è al fianco dei giovani, in particolare quelli più fragili e più esposti alla criminalità.

Il 7 Luglio è stata la volta di Sandro Ruotolo, giornalista e senatore. Ha esordito nel giornalismo scrivendo per Il Manifesto, per poi entrare in Rai come inviato da Napoli (1980). A cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta ha dato inizio al sodalizio professionale con Michele Santoro in molteplici programmi di analisi politica e sociale: Samarcanda, Il rosso e il nero, Tempo reale, Moby Dick, Moby’s (Premio Saint Vincent nel 1998), Circus, Sciuscià e Annozero.Nel 2020 è stato eletto al Senato alle elezioni suppletive, sostenuto da una coalizione di centrosinistra e da anni è sotto scorta a causa delle minacce ricevute dalla mafia.

É fatto giorno ringrazia la Cooperativa Zorba e tutti gli enti partner del progetto.

Inaugurazione Viale dei Giusti – Fondazione Angelo Cesareo

A 30 anni dalla Strage di Capaci e a un anno dall’inaugurazione del Viale dei Giusti, lodevole iniziativa di Fondazione “Angelo Cesareo” presso Serra Petrullo, si è tenuta una cerimonia con diversi momenti di riflessione sulla giustizia e la nonviolenza. L’associazione È FATTO GIORNO APS ringrazia i partecipanti, i relatori e soprattutto gli organizzatori che con passione dedicano tempo e forze ad un progetto che è anche un sogno di una comunità educante capace di diffondere legalità, facendo memoria del passato che diventa azione nel presente.

Lirio Abbate apprezzatissimo nell’ultima serata del Festival per la legalità a Terlizzi

La sobrietà e la corposa sostanza degli argomenti analizzati hanno rappresentato il tratto distintivo dell’ultima serata del Festival per la legalità 2021 di venerdì scorso 8 ottobre, incentrata sull’importanza del giornalismo d’inchiesta volto a dissipare misteri fitti e difficili da sbrogliare.

Attraverso il relazionare sul libro “Faccia da mostro”, di cui è autore il giornalista Lirio Abbate, vicedirettore de “L’Espresso”, gli ospiti, tra i massimi esperti delle vicende di mafia per la loro lunga carriera prestigiosa, hanno tentato di illuminare una fetta della storia italiana degli anni Ottanta che per certi versi rimane ancora oggi avvolta dalla nebbia.

Nella sua riconosciuta onestà intellettuale, Lirio Abbate ha messo nero su bianco un racconto avvincente «terribilmente vero» che può benissimo rientrare nel genere delle spy-story, spalancando una finestra alla possibilità di valutare ipotesi alternative di verità sugli intrecci tra la criminalità organizzata e gli apparati statali.

«Mi ha fatto male interiormente scrivere questo libro per tutti gli elementi sconcertanti che emergono, ma avevo necessità di fare luce su leggende metropolitane», dichiara Lirio Abbate in una gremitissima sala della Pinacoteca De Napoli, con una platea altrettanto titolata e curiosa. Abbate vive sotto scorta dati i pericoli corsi negli anni: nel 2017, tra l’altro, ha subito un attentato alla propria incolumità, ma nonostante la paura, il coraggio non s’arresta e la volontà di raccontare i fatti di rilevanza pubblica è più forte di qualsiasi timore.

Angoscia e turbamento trasudano da ogni pagina. «Lo Stato è sempre affidabile? Non sempre», dichiara in maniera asciutta Giuseppe Volpe, già procuratore capo del tribunale di Bari, il quale riconosce la professionalità di Abbate per aver anticipato le indagini della magistratura inquirente in alcuni casi celebri, come quello di Massimo Carminati, fiutando indizi significativi sui quali intervenire.