Il secondo appuntamento della rassegna “La Lettera Scarlatta” ha portato al centro del dibattito la giustizia sociale. Un viaggio necessario nel cuore delle battaglie contro lo sfruttamento, per abbattere i muri reali del razzismo e del caporalato.
Il viaggio iniziato con le riflessioni sull’identità e il pregiudizio si sposta dai banchi di scuola ai campi, dove la lotta per i diritti umani si fa carne, terra e necessità quotidiana. Dopo l’apertura affidata al graphic journalism di Takoua Ben Mohamed, la rassegna culturale “La Lettera Scarlatta: Dalle Voci Migranti al Senso di Uguaglianza” ha ospitato un protagonista d’eccezione: Yvan Sagnet.
Presso la Sala Consiliare di Terlizzi, l’attivista e fondatore dell’associazione NoCap ha dialogato con la cittadinanza, portando una testimonianza potente su cosa significhi oggi combattere per la dignità del lavoro e contro le moderne schiavitù.
Oltre la distanza: riscoprire l’umanità condivisa
Il cuore della serata è stato il superamento di quella distanza da cui, troppo spesso, nasce l’odio. Come sottolineato durante l’incontro, il pregiudizio si nutre di isolamento, ma la storia ci ricorda costantemente che, nonostante le barriere ideologiche, esiste un’umanità condivisa che può e deve essere il punto di partenza per ogni confronto civile.
Se con il primo incontro abbiamo esplorato come lo stigma si costruisce culturalmente, con Sagnet siamo entrati nel cuore della battaglia per la giustizia sociale. L’obiettivo del festival si è fatto così ancora più chiaro: abbattere non solo i muri invisibili tra le persone, ma anche i muri reali dello sfruttamento e del razzismo sistemico.
La cultura come risposta alle tensioni sociali
L’iniziativa, nata come spin-off del Festival per la Legalità e promossa dall’Associazione È Fatto Giorno APS, continua a utilizzare il libro e la testimonianza diretta come bussola etica. Inserendosi nel quadro della XXII Settimana di azione contro il razzismo, la rassegna trasforma il racconto in uno strumento di inclusione attiva.
Passare dall’analisi del pregiudizio alla lotta sul campo significa riconoscere che i diritti non sono concessioni, ma fondamenta comuni su cui ricostruire il senso di comunità di Terlizzi e dell’intero territorio.
Il progetto ha ricevuto un finanziamento nell’ambito delle attività della XXII Settimana di azione contro il razzismo da parte dell’UNAR, in qualità di Organismo Intermedio del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, Priorità 1 ‘Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla Povertà’, Obiettivo specifico ESO 4.11, Misura 4.11.3.1.



















